mercoledì 21 settembre 2011

Odine e il circo fatato


C’era una volta, in un circo fatato in riva al mare, un angelo;  aveva ali d’inchiostro e sguardo magnetico.
Era un angelo e la terra non era il suo spazio.
Un giorno, lo videro in cima alla scogliera, si quella più alta e spaventosa.
Guardò il cielo per un attimo, poi, con un balzo agilissimo sfrecciò  giù nel vuoto, tra le nuvole e gli scogli.
Pensarono fosse impazzito, pensarono fosse triste, pensarono di tutto.
Solo Odine, la direttrice del circo, conosceva la verità, era l’unica che sorrideva.
Quante notti avevano passato a parlare Odine e Siol, quante albe videro insieme.
Odine sorrideva perché sapeva bene che il suo amico adesso sarebbe stato felice.
Siol aveva fatto la sua scelta, abbandonare il suo mondo, il circo, la sua famiglia sino a quel momento, l’unico vero punto fermo che gli aveva dato forza per la sua scelta di abbandono all’amore, quello vero, quello per tutta la vita. Chemile, la sirena e la creatura più bella dei tre regni, era l’amore.
Un giorno, Odine, guardando dalla cima della ripida scogliera, vide un angelo dalle ali d’inchiostro e una sirena rilucente volare tra la cresta delle onde e l’abisso più profondo.
Sorrise, per una volta anche lei aveva seguito il suo cuore, perfino lei che credeva di avere un sasso palpitante in fondo a tutto il grasso che aveva in petto …
Tornò felice nel suo tendone, si sdraiò sul giaciglio di piume di pavone, iniziò a piangere, di gioia.
Chiuse gli occhi e sognò …
Per sempre.

Nessun commento:

Posta un commento