Vi auguriomo un anno ricco e divertente; che i vostri sogni si realizzino e che la speranza non vi abbandoni mai.
Nel nuovo anno vi regaleremo nuove emozioni e avvincenti esperienze....
A presto
Il team Déjà Vu
sabato 31 dicembre 2011
mercoledì 21 dicembre 2011
Correva l’anno 1698 e nella città avvenne il fatto memorabile
A volte per comprendere il presente è necessario specchiarsi nelle storie del passato.
Chiudere gli occhi ed ascoltare con la voce del cuore le storie che le nostre nonne sentirono dalle loro vecchie nelle calde giornate di scirocco siciliano.
Mentre il nero barocco calatino è la pomposa cornice che accompagna il lettore per tutto il libro, la scrittrice Maria Attanasio, ci fa vivere sulla nostra pelle anche l’altra Sicilia, quella delle campagne, della fatica per guadagnarsi un tozzo di pane, quella di una scappatella selvaggia tra una “gebbia” e un campo di grano.
Correva l’anno 1698 quando Francisca, embrionale simbolo del femminismo siciliano, quasi inconsapevole, così semplice e naturale; una vita stroncata dalla morte prematura del marito e dalla povertà della sua condizione sociale, si tramutava da donna a uomo, dimostrando a se stessa e a una Sicilia ancora impreparata che il lavoro non è umiliazione, che ogni uomo ed ogni donna hanno diritto a vivere secondo la propria inclinazione e secondo il proprio volere.
Francisca rifiutando la vita pericolosa e umiliante della prostituzione, confidando, però, nella sua gagliardia e nella sua perizia di contadina, di "bracciante", decide di occultarsi come donna, di travestirsi, di mascherarsi da uomo per avere lavoro e sopravvivere, “fimmina intra e masculu fora e pertanto fazzo sta cosa che di donna adivento huomo”.
Un intenso ed emotivo spaccato di vita che intreccia le peripezie di una donna eccezionale con l’ambiguità di un popolo ricco di retaggi per cui è più credibile pensare che una donna possa essere una strega piuttosto che la stessa possa lavorare la terra.
Il romanzo culmina in una visione quasi evangelica di Francisca, che come Cristo sulla croce, incontra gli occhi colmi di saggezza dell’Inquisitore del Santo Officio.
Questa parabola laica che porta in se sentimento di perdono e di uguaglianza fa crescere in me la speranza per il futuro di quanti oggi, nuovo 1698, possano sperare di vivere la propria normalità senza essere accusati di essere contro la natura dell’uomo o di Dio.
venerdì 9 dicembre 2011
Neve di Maxence Fermine
Neve, romanzo lieve e delicato come il titolo che porta.
Una storia romantica e che ci riporta all’amore puro, spirituale, eterno.
Bianco e puro come la neve il percorso che il giovane ribelle Yoku apprende dal pittore cieco Saseki.
“E mentre le stagioni si sgranano nella clessidra del tempo, Yoku capirà che ci sono due categorie di persone . Ci sono quelli che vivono, giocano e muoiono. E ci sono quelli che si tengono in equilibrio sul crinale della vita. Ci sono gli attori. E ci sono i funamboli”.
Un viaggio in equilibrio instabile che attraversa due generazioni per arrivare a comprendere che il vero viaggio di ogni uomo è dentro se stesso.
Solo dopo aver guardato bene dentro se stessi è possibile guardare il mondo con gli occhi del cuore e vedere, finalmente, nuovi colori, nuove emozioni, nuove parole …
La tenue atmosfera di un Giappone primaverile abbraccia il lettore e lo accompagna per tutto il viaggio attraverso paesaggi e colori inaspettati arrivando fino ad un inverno bianco e gelato.
Neve è un breve romanzo che, in questi giorni natalizi, riesce a fare sognare chi ha ancora nel cuore la speranza di tuffarsi nell’amore e di vivere con esso sospesi su un filo …..
Di neve.
Michele Drago
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Michele Drago
Instabile nella sua follia creativa e curioso, dopo una iniziale formazione universitaria classica, viene risucchiato casualmente nel teatro che diviene una passione fondamentale che approfondisce con una formazione professionale quadriennale. Prosegue, poi, un percorso formativo in quello che sarà il suo grande amore la scrittura.
Sognatore, fabbricante di sogni ma anche molto rigoroso.
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Sveva Panzeri
Poliedrica e scoppiettante inizia la sua formazione teatrale con una percorso triennale approfondendo con molteplici workshop e stage di grande spessore.
Mai sazia di nuove conoscenze, prosegue il suo cammino formativo specializzandosi in danza movimento terapia.
Con lei in giro …. Manca il respiro!
Eccoci qui!
ALESSIO MINARDA
Dopo aver seguito il percorso di formazione teatrale segue molteplici stage e workshop preferendo al teatro classico una forma più emozionale tendente a sviscerare sentimenti e sensibilità.
Nel corso della formazione post-attoriale si avvicina alla drammaterapia sino ad arrivare al teatro danza conciliando, così, il movimento alle emozioni.
Amante dei buoni libri e della buona musica .
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ORIETTA MORANDIN
Drammaterapista, ha frequentato laboratori e seminari di Drammaterapia.
Insegnante di scuola dell'infanzia, svolge laboratori teatrali con bambini dai 3 ai 5 anni con lo scopo di promuovere l'espressività corporea, verbale ed emotiva attraverso giochi individuali e di gruppo sulla fiducia, le emozioni e la consapevolezza del proprio corpo nello spazio.
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