mercoledì 4 gennaio 2012

Follia, di Patrick McGrath


Quando l’amore e la passione travolgono in modo tanto impetuoso e spasmodicamente inebriante un uomo e una donna è possibile rimanere raziocinanti?
Mentre il profumo delle pagine che scorrono porta l’immaginario del lettore alla costruzione  un palcoscenico traballante  e un po’ fumé, i protagonisti e le loro anime ondeggiano in bilico tra le corde della follia e quelle del sentimento.
Follia, il più fortunato romanzo dello scrittore Patrick McGrath, accattivante e perverso.
A prima vista potrebbe sembrare una storia di ordinario sentimentalismo, una donna sposata, un uomo seducente, inquietante; una storia di passione, ma addentrandoci nelle pagine del libro si comprende ben presto che la banalità apparente è rimpiazzata dalla voglia di conoscere particolari intimi, bassi istinti e sentimenti dei protagonisti.
Il  lettore viene catapultato in un mondo parallelo in cui la perversione, la ricerca del limite, il salto nel vuoto avvicina alla morte fino a tangerla.
Il bisogno di cercare un rifugio, nella passione e la speranza di trovarlo in un amante ormai perso nella sua irrazionalità è il filo conduttore che percorre tutta la storia fino al compimento, nel comprendere che non è più possibile scaldarsi a quel fuoco e che non abbia più alcun senso continuare a sopravvivere.
Spesso i sentimenti e i pensieri che aggrovigliano l’esistenza della protagonista hanno dei rimandi nella storia di vita di Alda Merini, anche lei travolta da passione e dolce follia.
Malinconiche visioni di anime tristi e in cerca di un’identità.
Follia è forse il bisogno che ognuno di noi ha dentro se di esplicitare i propri istinti, spesso, senza controllo e quasi animaleschi e che inevitabilmente avvicinano Eros e Thanatos in una calda danza d’amore e morte.

                                                                                                                                          Michele Drago

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